Stasera sono in vena
da martedì 26 a domenica 31 gennaio

Siamo negli anni 80, in Puglia. Quella terra era molto diversa dalla Puglia così esibita in questi anni. Le terre erano desolate, arse dal sole. La gioventù era rassegnata. Il futuro presentato a tavola da quel lavoro lavoro lavoro dei nostri genitori che credevano nell’idea di crescita, di sistemazione. La scelta per i ragazzi poteva cadere tra rigare dritto oppure ... oppure quello che offriva il mercato. Fu così che proprio in quegli anni i boss della malavita, della mafia, della ‘ndrangheta che venivano arrestati venivano mandati in carcere a Brindisi, dove si accorsero che non esisteva un'organizzazione criminale. Neanche a dirlo, aiutarono gli autoctoni ad inventarla e nacque così la “sacra corona unita”. Uno dei primi atti che fece questa nuova organizzazione fu quello di inondare il mercato del divertimento di eroina. Quantità industriali a basso costo di una delle droghe più ingannatrici.  Ed eccoci a noi. Il racconto è quello di un ragazzo che ha già dato per acquisito che quello è quello che si fa e cioè drogarsi. Ma grazie all’intercessione di una ragazza, un angelo venuto da Zurigo, gli si affaccia nella vita che c’è una possibilità di riscatto, che si può essere padroni della propria vita, che non è proprio obbligatorio dover soccombere allo stato delle cose imposto dalla tradizione.  Un racconto semplice, ironico in tutta la prima parte, ma un ironia amara, che racconta di una di quelle estati “che non ci si può scordare”, tra amici, con questa ragazza venuta dall’estero, che anima le relazioni; dove, a parte passeggiare in macchina, a parte farsi le canne, non si fa niente! Un Niente che dilania e ci spinge verso abissi da cui non c’è più ritorno.

Dalla rassegna stampa
"Oscar De Summa è bravissimo come autore ma anche di più come attore per come è uscito dai binari del teatro narrazione: solo nella scena vuota, seduto su un amplificatore, davanti a un microfono che usa in modo espressivo, non fa un monologo, ma restituisce un racconto a più personaggi e più lingue, dall'italiano al dialetto, come fosse dieci attori..."
Anna Bandettini, La Repubblica

"C'è prima di tutto un racconto, un racconto blues. E allora, cantando di gusto e di cuore grandi classici del rock, prendono corpo come improvvisi i volti e le azioni di personaggi dai caratteri esclusivi. [...] Si ride molto, dietro alle peripezie di adolescenti pugliesi in perenne alterazione, eppure ci sono scene di grande intensità tragica, come quella dell'estasi, con la luce arancio-ramata e il movimento come a nuotare nell'aria, o l'amarissima scena di un'astinenza senza limiti di umiliazione. ...
Si chiude, uno spettacolo ricco e divertente. Eppure qualcosa non quadra, se non si riesce ad alzarsi dalla sedia, se qualcosa fa rimanere lì come appena intossicati da un respiro imprevisto: è una di quelle sere in cui decade il concetto di "dopoteatro", in sala resta un silenzio che pesa, sulle vite vissute e quelle perdute".

Simone Nebbia, Teatro e Critica

"De Summa arriva qui ad un punto mai raggiunto, dove l'equilibrio fra comico e tragico è perfetto, e la sua resa scenica, a parte qualche fuga sulle ali delle parole e qualche appoggio più "normale", ha i crismi del piccolo capolavoro.Di quando vedi quello bravo che ha tirato fuori i suoi talenti in modo autonomo, arricchito, personale. E ti compiaci di quell'ora di dialogo con l'arte, che solo il grande teatro permette."
Renzo Francabandera, paneacquaculture
 

di e con Oscar De Summa

luci Matteo Gozzi

produzione La Corte Ospitale

ORARI SPETTACOLI: martedì, giovedì e venerdì ore 20:45, mercoledì e sabato ore 19:30, domenica ore 16:00

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