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Cleopatràs


di Giovanni Testori | regia Gigi Dall’Aglio | con Arianna Scommegna | al violoncello Antony Montanari | scene Maria Spazzi | luci Pietro Paroletti
produzione ATIR Teatro Ringhiera

PRESENTAZIONERASSEGNA STAMPATRAILER

“Ormai, i soli nomi che riesco a scrivere senza essere sopraffatto da un’impressione di falsità, sono i nomi dei luoghi d’origine della mia famiglia: Lasnigo, Sormano… Per me, deve esistere sempre, mentre scrivo, una precisa incarnazione, o co-incarnazione. Così, man mano che scrivo, questi nomi mi vengono fuori per necessità naturale. Cos’hanno di speciale Lasnigo, Chiavenna, Magreglio, il lago del Segrino? Eppure, letti nel contesto, questi nomi acquistano un potere di evocazione capace, credo, di toccare anche chi non ha conosciuto quei luoghi”.
Giovanni Testori

La forza interpretativa di Arianna Scommegna si sprigiona tutta in questo ultimo spettacolo della sua trilogia di monologhi. Un allestimento semplice, tribale, dove la parola è regina con il suo suono al di là della comprensione, accompagnata dall’improvvisazione musicale della calda voce di un violoncello. Per questa interpretazione Arianna ha vinto il Premio dell’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro.

“È tanto brava, la Scommegna, che in certi momenti si rischia di ascoltare solo lei e non il testo, e questo sarebbe un limite, perché la Cleopatràs è un’opera di incommensurabile bellezza, una delle più grandi di Testori: ogni volta si resta stupiti dalla forza e dalla struggente purezza di questo inno ai piccoli piaceri della vita – le pattinate dell’Antonio sul lago del Segrino, i “torronzini / che ‘taccavo in sull’albero/ carco de stelle/ de belè e de belini” – scritto da un autore che la vita per anni l’aveva negata e maledetta, e la riassaporava a pochi passi dalla fine. Ma il suo senso poetico, per altra via, arriva lo stesso, risale dal corpo e dalle viscere dell’attrice, e ti cade addosso con un’intensità che mette i brividi”.
Renato Palazzi, www.delteatro.it

“Magnifica Scommegna. Uno spettacolo che vive della sofferta interpretazione della Scommegna, che ben passa, in una folle, lucida disperazione, dal tragico al comico, dal sensuale doloroso al desiderio di morte, all’abbandono di quel palcoscenico della vita così difficile da calcare.”
Magda Poli – Corriere della Sera

“La Scommegna è perfetta per Testori. Brava, anzi bravissima. In totale stato di grazia con un testo indomabile come Cleopatràs, Arianna Scommegna si candida tra le miglori attrici della sua generazione. Era dai tempi dei Tre Lai di Sandro Lombardi che questo lamento d’amore e morte pronto a trasformarsi in inno alla vita non trovava una casa tanto adatta alla sua viscerale potenza.”
Sara Chiappori – La Repubblica

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