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AMICI PER LA PELLE

di Emanuele Aldrovandi e Jessica Montanari
con Mila Boeri, David Remondini | regia Renata Coluccini
movimenti scenici Micaela Sapienza | costumi Katarina Vukcevic
disegno luci Marco Zennaro
produzione Teatro del Buratto / ATIR Teatro Ringhiera
dai 6 anni in su

PRESENTAZIONERASSEGNA STAMPATRAILER
Un racconto di amicizia e tradimento, di scoperta di se stessi e dell’altro che mette al centro il rispetto reciproco e dell’ambiente. Una fiaba moderna in cui vengo narrate le avventure di Zeno, un ragazzo che si sente solo e per esigenze di lavoro si traveste da asino e di Molly un’asina vera, un’asina intelligentissima. Molly è fuggita da uno stretto recinto e anche lei si sente sola. Molly e Zeno sono diversi, ma accomunati dal sentirsi spesso emarginati, diversi rispetto al loro ambiente.
Un giorno, entrambi in fuga, si incontrano. Lui se ne va da un luogo che l’ha deluso, lei scappa da una prigionia. Il loro incontro cambierà la vita ad entrambi.
Il viaggio di Molly e Zeno li porterà, attraversando un bosco, a raggiungere il Posto Segreto sognato da Molly: un luogo dove gli animali convivono pacificamente, rispettando l’ambiente e la natura, naturalmente un luogo dove l’uomo non è ammesso. Zeno, finto asino, un po’ spaesato, un po’ timoroso non può adattarsi né continuare a mascherare la propria identità e ancora una volta fugge. Ma questa volta da solo.
Quando Zeno tradirà l’amicizia di Molly scoprirà quanto è importante e necessario il loro legame e sarà finalmente disposto a rischiare se stesso per salvare l’amica.
Insieme affronteranno diverse situazioni in cui le loro differenze emergeranno e creeranno complicità ma anche conflitti. Ma è di tutto questo che si nutre un’amicizia vera.
Le incomprensioni e la diversità generano situazioni comiche e drammatiche e il loro incontrarsi e scegliersi porta con sé la poesia del sentimento. Sul palcoscenico la storia viene narrata con un gioco di parole e di movimento dove con la voce e con il corpo gli attori evocano e ci rendono partecipi di situazioni e paesaggi.
Attraverso la metafora, il racconto fantastico, possiamo meglio comprendere che curare e rispettare il nostro mondo parte dal conoscere e rispettare se stessi e gli altri nella loro diversità e bellezza.
“È una bellissima metafora quella che parla ai bambini in Amici per la pelle di Teatro del Buratto/ATIR (testo di E. Aldrovandi e J. Montanari, regia di Renata Coluccini), presentato in forma di studio prima del debutto al festival Segnali.
Un’asina (vera) e un uomo che si traveste da asino per vendere salumi asinini in un supermercato si incontrano e diventano amici, molto amici. L’asina Molly non sa della vera natura dell’uomo e dopo un’iniziale diffidenza si lega di un affetto profondo e sincero a Zeno, impacciato come quadrupede ma coraggioso e disposto ad adattarsi alle novità.
David Remondini e Mila Boeri sono due bravissimi attori, qualità che non sempre si riscontra nel teatro ragazzi, e rendono credibile la loro asinità. Il testo “saccheggia” alcuni grandi riferimenti: da Macbeth a La fattoria degli animali alla Favola dello scorpione e della rana di Esopo.
L’asina, indomita e intelligente, decide di fuggire dall’allevamento intensivo dove vive (avendo intuito la fine che le sarebbe toccata) e l’uomo si licenzia dal suo lavoro, un tantino umiliante. Entrambi scappano perché cercano la libertà. Quale desiderio può essere più forte? Si proteggono a vicenda, affrontano pericoli e ribellioni.
Sarà difficile per Molly superare la verità della natura umana di Zeno ma l’amicizia e l’esperienza comune saranno più forti. Con l’intelligenza dell’ironia, tra asini, si capiranno.”
paneacquaculture.net

AMICI PER LA PELLE
“Debutta nella sua forma integrale il convincente lavoro “Amici per la pelle” ben scritto da Emanuele Aldrovandi e Jessica Montanari e diretto in modo vivo e stimolante da Renata Coluccini per la produzione del Teatro del Buratto e di ATIR. Ne avevamo visto uno studio al festival di Castelfiorentino “Teatro fra le generazioni” che già aveva fatto intravedere le potenzialità di questo lavoro che ha trovato perfetto compimento nella sua presentazione alla Fabbrica del Gioco e delle Arti. “Amici per la pelle” è un racconto che narra di un incontro che diventa amicizia e di come la relazione tra due esseri viventi non sia per nulla scontata ma un vero e proprio cammino verso sé stessi e verso l’altro. Zeno è un giovane ragazzo che lavora presso un salumificio che produce salami d’asino indossando, nel vero senso della parola, i panni dell’animale per fare pubblicità e convincere la gente a comprare il salume. Ma un brutto giorno viene licenziato e invitato ad andarsene con tutto il costume d’asino che tanto ormai non serve più. Abbattuto, camminando senza meta, s’imbatte in un’asina, simpaticissima ed intelligente, che sta scappando da una vicina stalla in cui è costretta a vivere senza potersi muovere e da dove vede sparire ad uno ad uno i suoi amici e parenti. Molly, questo il nome dell’asina, scambia Zeno per un asino vero e il ragazzo, non volendola deludere, decide inizialmente di non svelarle la sua natura di essere umano. Inizierà così la loro fuga, inseguiti dai padroni della stalla che cercano di riprendersi l’asina. Ma il loro sarà anche un viaggio di continuo confronto: lei odia gli uomini perché, dice, non rispettano gli animali e fanno loro del male e lui, da essere umano, tenta di spiegare le motivazioni di certi comportamenti e di difendere, per quanto possibile, la categoria. Questo comporterà una diffidenza di Molly nei confronti di Zeno che si conserverà per tutta la durata del racconto ma che sarà sempre accompagnata anche dalla voglia di conoscerlo e di fare un pezzo di strada insieme a lui. La fiducia è un sentimento che si costruisce nel tempo e che si dibatte sempre dentro di noi tra la voglia di abbandonarsi all’altro e la paura di rimanerne feriti. E così, in un’altalenando di diffidenza e accoglienza, prosegue il loro viaggio verso un Posto Segreto: quella suggerito da un’ape. Una terra magica e incredibile dove tutti gli animali vivono in armonia ma, soprattutto, senza uomini. Ma, una volta raggiunto questo luogo, ecco che il finto asino comincia ad aver paura: leoni, serpenti e predatori lì sono liberi. Davanti ai suoi occhi il leone mangia la gazzella, così com’è giusto per natura. Decide quindi di scappare per non rischiare di essere il pasto successivo del leone e, mentre di nascosto dall’asina si allontana, non si accorge di essere seguito proprio da lei. Intanto i proprietari della stalla che stanno ancora cercando Molly riescono a trovarla e cominciano a sparare all’impazzata. A questo punto Zeno getta la maschera, nel vero senso della parola, intimando agli uomini di non sparare perché lui è un ragazzo. Molly, terribilmente delusa, viene catturata e riportata nel tremendo e stretto recinto fino a che il ragazzo, sentendo sia il rimorso per aver tradito l’asina che l’affetto nato per lei, decide di tornare nel Posto Segreto e parlare a tutti gli animali chiedendo loro aiuto per liberare l’asina. Tutti insieme torneranno quindi alla stalla e riusciranno a rompere il recinto liberando gli animali ma soprattutto dimostrando che superando la diffidenza e rispettando la propria natura e le altrui diversità è possibile arrivare ad obiettivi ben più complessi ma soprattutto che attraverso l’altro e le sue differenze si può conoscere meglio se stessi e gli altri. Il racconto scorre via veloce con un ritmo perfettamente cadenzato che aiuta a non disperdere mai l’attenzione. Molto convincenti e bravi i due attori mai eccessivi, Mila Boeri e David Remondini, ben diretti da una regia leggera ed efficace che regala momenti di azione e di poesia che nutrono la vitalità e l’anima dello spettatore. Un cenno particolare merita la straordinaria scena della lotta degli animali e di Zeno per la liberazione dell’asina Molly: uno scenario apocalittico di paglia, luci e polvere che lascia i piccoli spettatori senza fiato per la meraviglia. Un ottimo lavoro “Amici per la pelle” perché non dà nulla per scontato e non cede alla facile via dell’approccio buonista ma aiuta a comprendere la complessità delle relazioni e la ricchezza portata dalla capacità di leggere la realtà alla luce di differenti punti di vista. “

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