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L’età proibita. Appunti biografici di Marguerite Duras

ATIR

di Maria Pilar Pérez Aspa e Roberto Festa | con e regia di Marìa Pilar Pérez Aspa | luci Alessandro Verazzi | scene Maria Spazzi | realizzazione scene Giuliana Rienzi, Beatrice Torresin e Francesca Moioli | produzione ATIR Teatro Ringhiera in collaborazione con Pim Off

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“Marguerite Duras è una donna scomoda, una donna dalle parole forti, taglienti come frammenti di vetro, politicamente scorrette, che parla della casa e del rapporto delle persone con la casa che abitano, di amore – più che di storie di amore – di sesso, di corridoi dove si addormentano i bambini, della Francia, di stupidità umana, della scrittura, di se stessa. Una donna che beve, che ride, che ama quando ‘non dovrebbe’, quando sarebbe proibito anche vivere. Una donna che non cerca l’approvazione, che vede, fino all’accecamento.
Ho rielaborato per questo spettacolo estratti dei suoi appunti e molte sue interviste dando, al testo una forma teatrale semplice, immediata, senza scorciatoie ne possibilità di fuga. Perché si può crescere in qualsiasi momento, come si può amare a qualsiasi età, come si può distruggere qualsiasi vita, così, quasi per diletto.”
Maria Pilar Pérez Aspa

 

DURATA: 50 minuti

“Il lavoro di Maria Pilar Pérez Aspa sorprende per l’onestà intellettuale e per l’intelligenza di scegliere un taglio strettamente (auto)biografico, in cui è la stessa Duras a parlare in prima persona, attraverso quelli che paiono spezzoni di interviste e diari. Incredibilmente intensa e precisa Maria Pilar Pérez Aspa, la cui cura dei dettagli è nascosta sotto una cipria di naturalezza. La Duras è sul palco.”
Diego Vincenti, Hystrio – 15 gennaio 2015

“Di gran lunga lo spettacolo più bello visto a Kilowatt Festival 2015.
Marìa Pilar Pérez Aspa, un abile falegname al lavoro. Esattezza e concretezza, esperienza e visione. Precisione e tecnica, e cioè un serio, artigianale, rispettoso e rispettabile lavoro d’attore: merce rara, di cui si sente ogni giorno di più la mancanza.
In L’età proibita c’è in abbondanza quello che in teoria dovrebbe esserci sempre, quando si va a teatro: il teatro. Dire grazie, almeno.”
Michele Pascarella, Gagarin magazine-28 luglio 2015

 

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